Giusy Ferreri, la toccante confessione di una vita segnata da una malformazione al cuore

Sarà tra i big in gara al prossimo Festival di Sanremo e proprio durante la kermesse canora (precisamente il 16 Febbraio) uscirà il nuovo album dal titolo “Il mio universo”.

E nell’universo di Giusy Ferreri c’è spazio per una toccante confessione: “Sono nata con una malformazione al cuore. Una vita fatta di sacrifici e rinunce, oltre che di rischi continui dovuti ad ansie e interventi, ma salvata in parte anche dalla passione per la musica. Quella passione che l’ha portata da ragazza in sala d’inicisione, ma “di quel giorno ricordo solo la felicità di trovarmi per la prima volta in uno studio di registrazione. Un attacco improvviso di tachicardia, poi il buio. So di aver emesso uno strano gemito, una sorta di spasmo e di essere caduta a terra svenuta: l’ossigeno non era arrivato al cervello e mi aveva provocato una sincope”.

Ecco il continuo del toccante racconto che la cantante ha rilasciato ad OK La salute prima di tutto, riportato dal sito leiweb.

“Il motivo? Sono nata con una malformazione cardiaca che mi ha sempre comportato tachicardie anomale. All’inizio, però, quel disturbo era stato diagnosticato come semplice soffio al cuore, molto comune nei bambini e destinato a scomparire spontaneamente con l’ adolescenza.

Quando a otto anni ho avuto il primo attacco di tachicardia parossistica (la forma più grave: si superano le 180 pulsazioni al minuto), è emersa la verità: soffrivo di sindrome di Wolff-Parkinson-White, una malformazione consistente in un eccesso di fasci di tessuto cardiaco che provoca l’accelerazione dei battiti.

Mi hanno prescritto una terapia a base di un farmaco betabloccante che ferma la tachicardia, oltre a controlli annuali di ogni genere: test sotto sforzo, ecocardiogrammi, doppler, monitoraggio del battito durante le attività quotidiane. Ovviamente, più facevo sforzi e più il mio cuore si metteva a fare il matto, quindi dovevo starmene il più tranquilla possibile: che tristezza guardare le mie compagne di scuola che si scatenavano durante l’ora di educazione fisica, e rinunciare alla gite scolastiche perché troppo rischiose. E d’estate, l’aumento della temperatura unita all’azione del betabloccante, che mi abbassava la pressione, mi indeboliva molto e mi esponeva al rischio di collasso.

Se da bambina gli attacchi di tachicardia erano rari ma potenti e lunghissimi, anche tre quarti d’ora con la venina del collo che tremava a vista, col tempo duravano meno, ma mi assalivano quasi tutti i giorni, obbligandomi ad aumentare i dosaggi del medicinale. Arrivavano anche se non mi trovavo sotto stress fisico o psicologico: bastava una passeggiata o uno strattone da un passante frettoloso.

La cosa incredibile è sempre stata la mia reazione emotiva. Ansia? Panico? Macché, una bella risata. Mi prendeva così e forse mi ha aiutata a sopportare tutto questo per vent’anni. Insieme naturalmente alla mia musica. Sui palchi dei pub o delle feste della birra che calcavo spessissimo il mio cuore ha sempre battuto a ritmo normale. Miracolo della mia passione? Chissà.

Solo quella famosa sincope, assai più grave rispetto ai problemi che avevo avuto fino ad allora, mi ha spaventata. Ormai avevo 19 anni e tra una rinuncia e un sacrificio stavo perdendo la mia serenità e la possibilità di trovare un lavoro. Una volta, mentre ero in prova in una fabbrica di articoli da giardinaggio, mi sono presentata con l’Holter per registrare il battito cardiaco dell’intera giornata: be’, non mi hanno confermata!

Da qualche tempo sentivo parlare di un intervento chiamato ablazione, che veniva praticato da qualche anno. Non dimenticherò mai quell’ estate bollente del 2001 in cui sono entrata all’ospedale Niguarda di Milano per affrontarlo. In teoria si tratta di un’operazione semplice, in anestesia locale, che consiste nel distruggere, con una particolare sonda, quell’eccesso di membrane all’interno del cuore. A me ne sono servite due.

Il primo intervento non è andato a buon fine, perché il tessuto da rimuovere era in una posizione difficile, troppo all’interno del cuore, mentre un paio di settimane dopo, il secondo, con una tecnica più potente ed efficace, mi ha risolto la vita. Tre ore di intervento, tre giorni di ricovero ed ero un’altra donna. Che finalmente a 21 anni usciva dall’incubo. Nei due anni successivi, nei periodi faticosi, ho avvertito ancora delle leggere scariche, con il battito che accelerava. Mi capita ancora adesso, anche se sempre meno, ma si tratta di una reazione emotiva.

Certo, dovrei riuscire a evitare lo stress, e la vita frenetica di una cantautrice non è proprio la più indicata. Mi difendo con la respirazione: grazie a una tecnica che mi hanno insegnato, riesco a gestire bene le mie tachicardie emotive da esibizione o da diretta tv, anche perché non sono più dovute al problema di prima. E dopo trenta secondi sul palco, non vorrei più scendere.

Cerco di condurre una vita salutare, limito i caffè a due al giorno e mi spiace solo di non trovare tempo e voglia per lo sport. In compenso, durante i concerti tendo a scatenarmi. Allora ho escogitato un trucchetto: indosso tacchi altissimi così non posso esagerare. Geniale, no?”.

Una triste storia ma con il lieto fine, che porta con sè un bel messaggio per ricordare a tutti di non mollare mai, continuando sempre a coltivare le proprie passioni che, come nel caso di Giusy, sono state una vera ancora di salvataggio.

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16 Responses to Giusy Ferreri, la toccante confessione di una vita segnata da una malformazione al cuore

  1. Ysabel ha detto:

    Beh mi spiace…:(

  2. Angelo89GF ha detto:

    Povera Giusy! Ma l’importante è che c’è l’ha fatta! Meno 19 giorni!!! *_*

  3. giusyo ha detto:

    MI DISPIACE TROPPO!!!!!!!!!!POVERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!GIUSY TI VOGLIAMO TANTO BENE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. delhy ha detto:

    Quanto mi dispiace…non abbia potuto fare un’infanzia..ed un’adolescenza..normale…correndo e divertendosi …Che peccato.!!..Ha perso …i periodi più belli dela vita…Però ora ha recuperato alla grande e le è stato restituito tutto con gli interessi..

  5. FEDE GFG FERRERINO ha detto:

    Mi dispiace! :(((

    Per fortuna adesso si puo dire che è tutto apposto!! :)))

    ASPETTIAMO CON ASNIA IL NUOVO ALBUMMM 🙂

  6. delhy ha detto:

    Giusy..oltre al caffè..evita pure le sigarette.. ti prego….

  7. white89 ha detto:

    ma ha lasciato un’intervista così importante ad un sito cosi poco conosciuto? bah.sicuri sia vera?

    • Angelo89GF ha detto:

      Non l’ha rilasciata su questo sito, ma su OK (un giornale se non sbaglio) e comunque Zona Reality non si inventa le cose!!! xD

    • factor85 ha detto:

      Giusy si racconta a “OK La salute prima di tutto”. Il sito in questione riporta semplicemente quanto lei ha dichiarato

  8. Patty ha detto:

    Si, la storia è vera … Giusy la accennò già tre anni fa dopo X Factor, quando iniziava ad avere successo. Comunque questo dimostra che la nostra Giusy è veramente tosta … una vera n.1 che sa affrontare il bello e il brutto che la vita ti riserva ogni giorno. Anche per questo la adoriamo! Vai Giusy e che la forza sia con te!!! 🙂

  9. Silvia ha detto:

    mi disp molto per giusy nn sapevo di questa drammatica storia. povera per fortuna ora sta meglio!

  10. Tradução ha detto:

    O texto em sí está muito bom, só não gostei do estilo da fonte, mas vou me acostumar, blz.

  11. Pasquale Curatola ha detto:

    forse la sua sensibilità artistica è tale anche in virtù della sofferenza che, talvolta, rende migliori…

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